ITT Mackay Marine 3031A

Sopra: SKANTI R5000 Sotto: ITT Mackay Marine 3031A
Sopra: SKANTI R5000 Sotto: ITT Mackay Marine 3031A

Il modello 3031A della ITT Mackay Marine, è stato il mio primo "boatanchor" che purtroppo ora non possiedo più. Fu acquistato su Ebay in Inghilterra precedentemente utilizzato come ricevitore principale della mia stazione radio.

Questo modello, molto difficile da reperire, viene anche denominato "premium receiver" per le sue salienti caratteristiche tecniche e, come tutti i suoi fratelli marittimi, si presta per essere inserito in un rack standard, presentando le dimensioni di cm. 48,26 (lunghezza) x 13,21 (altezza) x 40,0 cm di profondità. Completamente allo stato solido, viene alimentato direttamente con l’energia della rete elettrica domestica.

E’ un ricevitore a doppia conversione di frequenza sintetizzato, che copre in maniera continua una gamma di frequenza che parte da 15 Khz (anche se il display comincia l’escursione da 0.00) fino ad arrivare a 29.999,99 Mhz con passi di 10 Hz, il tutto visualizzato da un display a led rossi composto di ben 7 cifre.

Il ricevitore, grazie ai suoi due PLL, ha una stabilità in frequenza molto alta e una cifra di rumore davvero esigua, ciò permette di ascoltare segnalini lontani e bassi senza alcuna difficoltà oggettiva. L’ascolto, per mezzo dell’altoparlante incorporato ma escludibile, è molto piacevole sia per il parlato che per la musica. Naturalmente è previsto l’uso sia della cuffia che di un altoparlante esterno.

Essendo un apparecchio destinato sia per l’uso della fonia che per quello della telegrafia (o per lavorare abbinato a telescriventi), si presta molto bene per essere collegato ad un computer atto demodulare, con l’ausilio di opportuni softwares, i vari modi di emissioni digitali sia radioamatoriali, civili che militari.

La peculiarità di questo apparecchio, come del resto anche dei suoi simili, è la sua estrema semplicità di utilizzo: il pannello frontale, a differenza di molti ricevitori commerciali, è molto semplice e contiene solo i comandi indispensabili al fine del buon funzionamento; quindi niente manopoline per if variabili, filtri notch, doppio o triplo vfo, lucine, lucette e pulsantini vari.

La sintonia avviene semplicemente attraverso la rotazione di grande manopola nera che, per mezzo di quattro pulsanti, permette di effettuare una sintonia veloce, media o fine, o di bloccare la frequenza. I modi ricevuti sono AM, CW fisso, CW variabile (con l’uso del BFO), CW preselezionato, USB e RTTY. Mentre la larghezza di banda della media frequenza può essere di 400 – 1000 – 2000 – 8000 Hz ad eccezione dei modi USB e RTTY, che hanno a parte il loro filtro.

La LSB, anche se non presente, può essere ricevuta in due modi: o attraverso l’uso del BFO, oppure per mezzo del comando CLARIFIER, che sgancia uno dei due pll permettendo una piccola escursione sulla frequenza della sintonia.

Inoltre il ricevitore ha uno strumento indicatore dell’intensità del segnale molto ben visibile e preciso, ed è munito di un validissimo preselettore, escludibile e con l’attenuatore, che ricopre tutto lo spettro di frequenza ricevuto.

La metodologia di costruzione, a dispetto della semplicità estetica, invece è altamente professionale: pochissimi i circuiti stampati a vista (l’alimentatore e l’alloggio dei comandi, posto dietro il pannello frontale). All’interno del ricevitore sono presenti solo quattro moduli metallici in alluminio che sono collegati tra di loro con cavi a piattina e connettori, ricordano molto quelli che si trovano all’interno dei computer per il collegamento degli hard-disk; mentre i segnali a radio frequenza percorrono cavetti schermati intestati con connettori coassiali dorati.

Ed infine, dulcis in fundo, dando uno sguardo al manuale ed agli schemi elettrici, si nota con estremo piacere che tutta la componentistica con cui l’apparecchio è stato costruito è di tipo molto comune: tutti i semiconduttori, circuiti integrati e componenti discreti vari, sono attualmente reperibili presso qualsiasi rivenditore di materiale elettronico e sono facilmente intercambiabili. Quindi niente microprocessori, chip dedicati o strani marchingegni, che obbligano a buttare via tutto in caso di guasto o che comunque comportano costosissime riparazioni.

Il mio Mackay, non appena arrivato, l’ho subito smontato a pezzi (roba da far venire un infarto a chi è debole di cuore…), gli ho fatto un "restyling" estetico, oltre che un po’ di manutenzione. Mi è costato qualche week end di duro lavoro e più di una nottata insonne (beh, la passione è passione!) ma, vi garantisco che ne è valsa davvero la pena per le soddisfazioni che mi ha procurato.

 

Francesco

 

 

Le foto sotto riportate, indicano alcuni momenti della manutenzione.