Realizziamo in maniera semplice, veloce ed economica i nostri circuiti stampati.

Uno dei problemi più frequenti per chi si diletta nell'autocostruzione di circuiti elettronici, è la realizzazione del circuito stampato.

Conoscevo già il metodo che vi descriverò, però non ne avevo mai provato l'efficacia, un pò per diffidenza ed un pò per pigrizia. Ma, cominciando a sperimentare i vari circuiti per la realizzazione del transceiver qrp di cui ho cominciato a dare i cenni in queste pagine, la realizzazione veloce di circuiti stampati si rende d'obbligo.

Purtroppo la bassa qualità delle esecuzioni effettuate con il "fai da te", nonché il costo proibitivo di apparecchiature professionali adatte allo scopo, molto frequentemente ci lasciano abbandonare il campo ancor prima di iniziare.

Infatti il ripiego più comune è l’utilizzo della classica basetta millefori, che però ci costringe a lavorare con molta più attenzione e ci ruba molto tempo in più (per effettuare i collegamenti), anche su circuiti molto semplici, spesso con l'incognita sulla garanzia del risultato. E quando purtroppo il circuito non funziona? Trovare poi l'errore è davvero seccante.

Con queste righe voglio invece presentare un metodo alla portata di tutti, in pochi passi riusciremo ad ottenere circuiti stampati di buona qualità ed abbastanza precisi, tanto che è possibile utilizzarli anche per montare componenti SMD.

Ovviamente si tratta sempre di una realizzazione eseguita con strumenti e metodi casalinghi, però la semplicità, il costo praticamente nullo e la qualità del risultato sono il punto forte di questo metodo.

Veniamo a noi:

Una volta terminato (ovviamente a computer) il disegno del circuito stampato, ricavato dal sito web o che dir si voglia, questo si deve stampare (naturalmente in scala 1:1) con una stampante laser su di un foglio di carta, possibilmente patinata, dalla parte lucida. Con gli "acetati" per alte temperature (quelli che vengono usati sui videoproiettori per le presentazioni, che però vengono anche utilizzati con le fotocopiatrici) i risultati sono migliori e pù immediati, ho anche letto che all'occorrenza è stata usata carta ricavata da pagine di riviste. Ovviamente prestando attenzione al lato delle saldature, perché per distrazione può capitare, come è successo al sottoscritto, di rovesciare la stampa e ritrovarci alla fine con un circuito "lati componenti".

In mancanza di stampante laser si può anche fotocopiare il circuito (io normalmente uso la fotocopiatrice). La cosa più importante è quella di ottenere il disegno con del toner applicato sulla carta patinata (o acetato che dir si voglia).

Ritagliamo infine il disegno del circuito lasciando un pò di spazio per ogni lato.

Ora bisognerà tagliare la basetta ramata delle dimensioni esatte di cui dovrà essere il circuito stampato, poi dovrà essere pulita e sgrassata. Per la pulizia io adopero la retina per lavare le pentole (va bene anche la spugnetta abrasiva gialla/verde per lavare i piatti) e per sgrassarla il sapone per i piatti!!!

A questo punto, asciugata la basetta, bisognerà assicurare il disegno precedentemente stampato del circuito alla basetta stessa, in modo che il rame sia a diretto contatto con il toner della stampa.

Per fare questo si può utilizzare tranquillamente il nastro adesivo "da carrozziere" (lo scotch di carta). Si potranno fissare anche solo due dei quattro lati.

Adesso, senza farci vedere dalla nostra consorte, sottraiamogli il ferro da stiro e metterlo a riscaldare alla massima temperatura (senza produrre vapore). Una volta trovata una buona base su cui lavorare (anche l'asse da stiro, ma chiedo troppo!!), poggiamo il ferro su la basetta dal lato opposto al lato rame-disegno di toner e cominciamo a "stirarla", facendo attenzione che foglio stampato e basetta restino sempre nella stessa posizione. Non esercitiamo pressioni eccessive, il fattore determinante è la temperatura non la pressione, e comunque non stacchiamo mai il ferro. Naturalmente con la pratica si affinerà il metodo.

Dopo qualche minuto, per mezzo dell'alta temperatura che si è creata, il toner si stacca dal foglio su cui è stato stampato e si trasferisce sulla superficie in rame della basetta, creando così la protezione contro la corrosione dell'acido. Succesivamente immergiamo la basetta nell'acqua per diversi minuti, fino a quando la carta non si stacca da sola, utilizzando i fogli aceteti invece basta solo aspettare che si raffreddi il tutto senza immergere la basetta nell'acqua. Una volta che si è staccata controlliamo il risultato e, se necessario, effettuiamo piccoli ritocchi con un pennarello indelebile (tipo quelli che vengono usati per scrivere sui CD).

Nel caso in cui il risultato fosse di qualità bassa, ripetere l'operazione, magari insistendo un pò di più con il processo di stiratura.

Se invece tutto è andato bene, la basetta è pronta per essere immersa nel cloruro ferrico. Io sconsiglio altri tipi di acidi più "veloci", poiché essendo questi più aggressivi, la protezione effettuata con il toner non potrebbe essere sufficiente.

Una volta che il processo di corrosione è terminato, il toner può essere rimosso sempre con la spugna abrasiva.

Buone realizzazioni a tutti!

Francesco 19.01.2010

 

Nella foto sottostante è visibile il risultato di una "stiratura" (tra l'altro nemmeno venuta bene!), prima del bagno in acido.