RICEVITORE HF A CONVERSIONE DIRETTA

Qualche settimana fa, alla ricerca di uno schema, mi sono ritrovato in mano il numero di febbraio 2010 di Radio Rivista.

Sfogliando tra le pagine, mi sono imbattuto in un progetto che non so se basta definirlo geniale: Un ricevitore HF a copertura continua, da 3,5 a 29 Mhz ed a conversione diretta.

Può sembrare a prima vista una realizzazione che presenti mille difficoltà, invece in definitiva, si tratta solo di una realizzazione piuttosto impegnativa.

Il bello di tutto ciò, è dato dal fatto che il ricevitore non necessita di alcun tipo di particolare taratura, ovvero da effettuarsi con particolari strumenti. Insomma, tutto a perfetta portata di tutti!

Immediatamente ho contattato l'autore del progetto, Stelvio Castelfiori I5CUC, nonchè Mario Ambrosi I2MQP per Radio Rivista, che personalmente entrambi ringrazio, al fine di ottenere la liberatoria per poter pubblicare il progetto sulle pagine di questo sito.

Senza toccare in alcun modo l'ottimo articolo di Stelvio Castelfiori I5CUC, voglio permettermi di illustrare brevemente il funzionamento di questo ricevitore ed il perché ritengo che sia una realizzazione molto valida. Mi perdonino i più esperti per la descrizione molto semplificata e diretta che mi accingo a fare, ma, come sempre, lo scopo di questo sito è proprio quella di rendere semplice la vita anche allo sperimentatore più ardito ma meno pratico, che si vuole cimentare nel mondo dell'autocostruzione.

Veniamo a noi.

Come tutti i ricevitori a conversione diretta, la frequenza del segnale da ricevere è all'incirca pari alla frequenza dell'oscillatore locale, si ha così il grande vantaggio che all'uscita del mixer avremo, in linea di massima, il segnale di bassa frequenza che dovrà essere opportunamente filtrato ed amplificato.

In questo modo non ci si imbatte in un circuti di media frequenza, filtri ceramici, allineamenti da fare etc. Chiaramente, è opportuno precisare che i risultati ottenuti sono diversi, ma comunque sempre ottimi e molto apprezzabili.

In fondo anche il principio del funzionamento dei moderni ricevitori SDR non è altro che quello dei ricevitori a conversione diretta, anche se il processo utilizzato è diverso, ed in questo caso una stragrande mole del lavoro viene svolta dal software.

E' proprio il filtro di bassa frequenza, realizzato da Stelvio in sei stadi identici fra loro, che determina la selettività dell'apparecchio. Migliore è il fattore di merito di ogni filtro, maggiore sarà la selettività del ricevitore. In effetti il vero cuore del ricevitore è proprio questo.

Il tutto è abbinato ad un buon preselettore sintonizzabile, che seleziona i segnali provenienti dall'antenna, ed aumentando così la soppressione dei segnali indesiderati, o delle forti broadcasting che giungono fino a noi.

Dal punto di vosta circuitale, il preselettore è completamente realizzato senza alcun tipo di parte "mobile", ovvero senza relais né tantomeno commutatori rotanti, ma le commutazioni avvengono semplicemente per mezzo di comunissimi diodi al silicio.

Le bobine sono realizzate su nuclei toroidali di facile reperibilità, ed il loro dimensionamento non è affatto critico, mentre i condensatori variabili sono tutti stati sostituiti da comodissimi diodi varicap, con il vantaggio che la sintonia è facilmente effettuabile con un normalissimo potenziometro multigiri.

L'oscillatore locale è la vera idea geniale dell'autore: si tratta di un oscillatore libero che lavora con un range che va da circa 14 sino a 29 Mhz per la banda più alta. La gamma intermedia si ottiene dividendo per 2 questa frequenza, quindi spazieremo da 7 a 14,5 Mhz circa. Mentre la banda più bassa si otterrà dividendo invece per 4 la frequenza dell'oscillatore, quindi avremo 3,5 - 7 Mhz circa.

Il tutto avviene attraverso dei comunissimi circuiti integrati TTL e senza alcun tipo di commutazioni "mobili". Tutto ciò aumenta vantaggiosamente la stabilità in frequenza del circuito.

 

Tutti i componenti sono di facile reperibilità, così come lo stadio di bassa frequenza e l'alimentatore.

Vorrei invece solo soffermarmi un attimo per quel che riguarda la descrizione della sintonia digitale.

Il buon Stelvio, per semplificare il tutto e per non impiegare un frequenzimetro, ha utilizzato un convertitore frequenza/tensione seguito da un voltmetro digitale, facilmente acquistabile in un negozio di materiale elettrico.

Io invece suggerirei di utilizzare direttamente il frequenzimetro con PIC e display LCD presentato tra i progetti di questo sito, poiché davvero di semplicissima ed immediata realizzazione.

Per il resto non mi permetto di aggiungere altro.

Preciso che le immagini sono state ricavate dal numero di febbraio 2010 di Radio Rivista.

Tutti gli schemi elettrici, le immagini del ricevitore nonché, per comodità di lettura e di stampa, i pdf dell'articolo completo pubblicato sul numero di febbraio 2010 di Radio Rivista, sono scaricabili dai link presenti in calce alla pagina.

Così come il pdf dei soli schemi, scannerizzato ad una risoluzione maggiore.

Come sempre resto a completa disposizione per qualsiasi tipo di chiarimento o dobbio.

Francesco - 20.08.2010

Articolo Radio Rivista febbraio 2010.
Articolo ricevitore a conversione diretta, comparso sulle pagine 26 - 31, della pubblicazione Radio Rivista, febbraio 2010.
Articolo RR.pdf
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Scannerizzazione ad una maggiore risoluzione, di tutti gli schemi e dati utili del ricevitore.
Schemi completi.pdf
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